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Appello ai Sindaci e alla Società Civile Italiana

#sefossitu #ilmareuniscenondivide

In queste ore in Italia sta andando in scena tutto quanto promesso e evocato dal nuovo Governo Italiano a trazione leghista: il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini ha annunciato la chiusura dei porti italiani per impedire lo sbarco della nave Aquarius, l’imbarcazione con 629 migranti a bordo che da giorni naviga nel canale di Sicilia alla ricerca di un porto d’approdo. Oggi la Spagna, attraverso il Primo Ministro Sanchez, ha sciolto gli indugi: “accogliamo per ragioni umanitarie”.

Salvini canta «Vittoria. 629 immigrati a bordo della nave Aquarius in direzione Spagna. Primo obiettivo raggiunto. Evidentemente alzare la voce, cosa che l’Italia non faceva da anni, paga».

Cosa è oggi la politica? È politica quella che concepisce uomini di serie A e uomini di serie B? È politica quella bieca propaganda che si nutre di bacini elettorali senza proporre strategie di medio e lungo periodo? È politica il braccio di ferro del “mors tua vita mea”? Quella che guarda al Mediterraneo come spazio di frontiera e non come giardino in cui le radici dell’Europa sono state piantate e hanno dato vita al patrimonio fenicio, greco, arabo, romano, bizantino, giudaico-cristiano da cui tutto il Vecchio Continente proviene? È politica tutto ciò che non è davvero BENE COMUNE?

Facciamo dunque appello a tutti i Sindaci d’Italia, che sappiano fare propria la lezione di quanti, come De Magistris, Melucci, Pugliese, Orlando, Falcomatà, e Gentile che pur sapendo che gli amministratori locali non hanno competenze dirette sulla gestione dei banchine e sull’operatività degli scali dal ‘94  ribadiscono, attraverso la loro decisione di lasciare aperti i porti di Napoli, Taranto, Crotone, Palermo, Reggio Calabria e Sapri, la priorità delle vite umane rispetto agli «accorgimenti politici e normativi».

Ci appelliamo alla società civile italiana, affinché reagisca a questa ondata di qualunquismo elevato ormai a paradigma istituzionale, che di giorno in giorno alimenta tensioni, conflitti e atteggiamenti che da nazionalisti si fanno xenofobi che non fanno altro che esacerbare gli animi di un’Italia e di un’Europa che devono restare unite contro barbarie e oscurantismo alla ricerca di soluzioni e non di sterili diktat che, ancora una volta, vedrebbero soccombere gli ultimi, già capro espiatorio nella campagna elettorale giallo-verde.  

Facciamo nostre le parole del Cardinale Ravasi che ha dichiarato: «ero straniero e non mi avete accolto». 

Chiediamo che sia data risposta a queste domande: e se fossimo stati noi al posto loro, al posto dei migranti? E se ci fosse vostro figlio, vostra moglie, i vostri fratelli e sorelle in mezzo al Mare? Continuereste a dire “respingiamoli”?

#sefossitu  #ilmareuniscenondivide

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